Il buon senso che non c’è

18 Gen 2018
Il buon senso che non c’è

Portare a termine un compito mi fa stare bene!

Spuntare la lista delle attività che campeggiano sul foglio bianco che tengo sulla scrivania fino a riuscire ad accartocciarlo perché non c’è più niente da cancellare è davvero qualcosa che, lo ammetto, alimenta la considerazione che ho di me stesso.

Se anche tu godi delle stesse piccole soddisfazioni, prova ad immaginare di non essere quello che spunta la lista ma uno dei compiti da svolgere.

E’ ciò che siamo quando entriamo nell’accettazione di un Pronto Soccorso (che anche in Italia si chiama, oggi, triage) alla ricerca di qualcuno che ci risolva le conseguenze di uno sport poco adatto alla nostra età (no, lo snowboard ormai non imparerò a domarlo…) oppure ci conforti su quel mal di testa che non ci abbandona da quattro giorni!


Osservando 90.000 pazienti di un ospedale americano, si è scoperto che i criteri che i medici normalmente seguono per selezionare i casi (gravità del problema e tempo di attesa) con l’aumentare dell’afflusso di persone sono “condizionati” da altri fattori come l’età, la semplicità del caso o la stagionalità.

I medici di quel pronto soccorso, in presenza di molti casi da trattare, preferiscono alleggerire la lista dedicandosi ai casi più semplici.

Nel breve periodo è una tattica che funziona: il medico in grado di trattare molti casi si sente più importante, lavora più rapidamente e la coda si riduce.

Peccato che, proseguendo lo studio, nel lungo periodo si è dimostrato che questo tipo di comportamenti ricorre tra i medici meno produttivi!

In altri termini, il successo che “sentiamo” nel dire “fatto!”, potrebbe celare la difficoltà di affrontare compiti più difficili o meno graditi, che lasciamo galleggiare in cima alla lista delle cose.

Questo fenomeno si chiama “distorsione dell’esecuzione”.

Se in un ospedale le sue conseguenze possono essere tragiche, nel nostro lavoro si possono comunque celare delle inefficienze legate al modo con cui selezioniamo le attività da svolgere.

Ripartire nel 2018 con il piede giusto, magari evitando di metterlo proprio in un triage, è quello che mi auguro tu sia già riuscito a fare. 

Se vuoi imparare come snellire la gestione delle tue attività, un buon metodo è definire quelle che sono più importanti.

Un criterio oggettivo per farlo è dato dall’uso del Business Model Canvas, lo strumento che ormai è diventato indispensabile per chiunque si occupi di gestione aziendale.

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Luigi Pittalis
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Laureato in Economia e Commercio nel 1992, dopo una breve esperienza in ambito pubblicitario si dedica alla consulenza aziendale in ambito gestionale e organizzativo. Nel 2004 fonda la Brogi & Pittalis. Ha progettato e condotto oltre 80 corsi su strategia e gestione d'impresa.