Innovare senza inventare

innovare senza inventare

13 Apr 2018
Innovare senza inventare

Ogni volta che accendiamo una luce sfruttiamo l’applicazione di una grande scoperta tecnologica.
Un inventore, Thomas Edison, ci permette oggi di vivere in ambienti bene illuminati, dove ogni giorno si affacciano altre piccole novità.

Non tutte ci conquistano, e di alcune di esse si perdono per sempre le tracce dopo un effimero innamoramento.

Il videotelefono ad esempio, che nella nostra immaginazione sembrava destinato a rivoluzionare il modo di comunicare, giace dimenticato in fondo a qualche cassetto.

Nessun regista di film di fantascienza aveva immaginato che, piuttosto che condividere la nostra faccia con chi sta dall’altra parte, avremmo preferito scambiarci messaggi nella segreteria telefonica.
Perché questo è ciò che facciamo quando registriamo un audiomessaggio su Whatsapp nella chat aperta con uno o più contatti.

Quando il destinatario lo ascolterà (e adesso sappiamo se lo ha fatto…) potrà risponderci utilizzando lo stesso mezzo, scrivendoci un testo oppure (ma solo in ultima istanza) usando lo smartphone come un telefono.

Tutto questo ha reso i nostri viaggi in treno molto più silenziosi (anche se meno sociali) ma ha aumentato gli incidenti in auto, rischiando di rendere superflue tutte le invenzioni della vita moderna.

Whatsapp non ha inventato internet né la chat.

Prima dell’applicazione che ha costretto gli operatori telefonici a ripensare il loro modello di business, c’era già Skype che consentiva di scambiare messaggi sfruttando la rete dati, ma non con l’agilità della prima.

Chi ha lanciato l’applicazione che ci fa camminare per strada tenendo il telefono come fosse uno spicchio di pizza parlante, non ha inventato niente ma ha cambiato per sempre le nostre vite.

E’ ciò che sanno fare gli imprenditori che non si innamorano dell’idea, ma osservano e immaginano quello che le persone potrebbero (non) avere voglia di farci.

Chi lo fa ogni giorno è un signore che ama definire la sua azienda “il posto migliore del mondo dove fallire”, perché è solo testando una novità che possiamo scoprire se davvero il nostro cliente immaginario è disposto ad adottarla.

Jeff Bezos, proprietario di Amazon, ha rivoluzionato l’e-commerce con il programma Prime. Una soluzione che non ha inventato le spedizioni gratuite, visto che erano già disponibili.

Ha solo immaginato che saremmo stati disposti a pagare per smettere di calcolare quanti acquisti ci mancavano per ottenerla, sottoscrivendo un abbonamento che oggi, in Italia, costa 36 euro l’anno.

Innovare vuol dire spesso riuscire a combinare ciò che già esisteva in modo nuovo.

Se la novità è accolta dal cliente può diventare una rivoluzione, con benefici anche eccezionali per chi l’ha proposta.
Riuscire a farlo in ognuno dei 9 settori del Business Model Canvas è ciò che aiutiamo a fare con un percorso che parte dalla comprensione del modo in cui la tua organizzazione, oggi, genera valore per il tuo cliente.

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Luigi Pittalis
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Laureato in Economia e Commercio nel 1992, dopo una breve esperienza in ambito pubblicitario si dedica alla consulenza aziendale in ambito gestionale e organizzativo. Nel 2004 fonda la Brogi & Pittalis. Ha progettato e condotto oltre 80 corsi su strategia e gestione d'impresa.